Regolamento di funzionamento del consiglio di Polo
(approvato con delibera n.3 del 5 aprile 2001 modificato con del. n.3 dell'8.6.2010)

Art. 1
(Composizione)

Il Consiglio del Polo delle Scienze e delle Tecnologie per la Vita è composto secondo il dettato dell'art.63 dello Statuto dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II".

Art. 2
(Adunanza e composizione)

Il Consiglio è convocato dal Presidente del Polo di propria iniziativa, o quando almeno un terzo dei componenti gliene faccia richiesta.
L'adunanza di regola si tiene presso la sede del Polo.

Art. 3
(Modalità di convocazione)

La convocazione del Consiglio deve essere fatta dal Presidente e trasmessa ai singoli Consiglieri per posta elettronica almeno quattro giorni prima di quello stabilito per l'adunanza. I Consiglieri sono tenuti a dare conferma di lettura al fine di avere certezza della ricezione dell'o.d.g.
La convocazione deve contenere il luogo, il giorno, la data e l'ora della riunione, nonché l'elenco degli oggetti da trattarsi.
Nei casi di urgenza l'avviso, con la relativa indicazione degli oggetti da trattarsi, deve essere trasmesso almeno 24 ore prima.

Art. 4
(Ordine del giorno)

L'ordine del giorno, contenuto nell'avviso di convocazione, indica gli argomenti e l'ordine della trattazione.

Art. 5
(Presidenza)

Le adunanze del Consiglio sono presiedute dal Presidente. In caso di assenza o impedimento, le funzioni di Presidente sono esercitate dal vicepresidente secondo le indicazioni dell'art.62 comma 7 dello Statuto dell'Ateneo.

Art. 6
(Validità delle adunanze)

Il Consiglio è validamente costituito se è presente almeno la metà più uno dei componenti. La seduta viene aperta appena sia presente almeno detto numero legale.
Decorsa almeno mezz'ora dopo l'orario indicato nell'avviso di convocazione, senza che siano intervenuti i componenti in numero legale, il Presidente dichiara deserta l'adunanza, rinviando gli argomenti posti all'ordine del giorno ad una successiva seduta.
Della seduta dichiarata deserta per mancanza di numero legale è redatto verbale, nel quale si devono indicare i nomi degli intervenuti e degli assenti

Art. 7
(Apertura delle sedute)

L'adunanza del Consiglio si apre con l'accertamento del numero legale fatto dal Presidente o da chi lo sostituisce.

Art. 8
(Validità delle deliberazioni)

Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei partecipanti alla votazione. In caso di parità prevale il voto del Presidente dell'adunanza.
I componenti che dichiarano di astenersi dal votare si computano nel numero dei votanti.

Art. 9
(Votazioni)

I membri del Consiglio votano per alzata di mano o per appello nominale.
Le deliberazioni concernenti persone si adottano a scrutinio segreto, come pure quelle riguardanti argomenti indicati di volta in volta da almeno un terzo dei componenti del Consiglio stesso. In tal caso il voto si esprime mediante apposita scheda siglata dal Presidente che, per lo spoglio, può essere assistito da uno scrutatore dallo stesso nominato.

Art. 10
(Astensione obbligatoria)

I membri del Consiglio non possono prendere parte a deliberazioni, atti e provvedimenti concernenti la loro persona, parenti ed affini fino al quarto grado e il coniuge, o le società delle quali siano amministratori o soci illimitatamente responsabili.
Il divieto di cui sopra comporta l'obbligo di allontanarsi dalla sala dell'adunanza durante la trattazione di detti argomenti, anche se trattasi del Presidente o del Segretario. In caso di assenza di quest'ultimo, il verbale verrà redatto dal Consigliere indicato dal Presidente.

Art. 11
(Commissioni)

Il Consiglio può incaricare uno o più dei suoi membri di proporre soluzioni o di riferire su argomenti che esigono indagini od esame speciale.

Art. 12
(Consulenti)

Il Consiglio può avvalersi, ogni qualvolta lo ritenga necessario ai fini delle proprie deliberazioni, dell'opera di esperti, i quali potranno essere invitati di volta in volta, a riferire anche oralmente al Consiglio stesso, allontanandosi poi dalla sala della riunione.
Il Presidente può invitare a partecipare alle adunanze dipendenti dell'Amministrazione universitaria affinché riferiscano su argomenti di interesse del Consiglio o forniscano allo stesso informazioni o documenti inerenti al proprio ufficio.

Art. 13
(Lavori del Consiglio)

Il Presidente dirige i lavori del Consiglio garantendo la libera partecipazione dei componenti alla discussione e la funzionalità dell'organo.
Gli interventi dei singoli componenti non devono di norma superare i cinque minuti. E' previsto il diritto di replica.

Art. 14
(Chiusura della discussione)

Durante la trattazione di un argomento, quando nessun altro componente del Consiglio chiede di parlare, il Presidente dichiara chiusa la discussione e mette ai voti le proposte formulate.

Art. 15
(Verbali)

Le discussioni del Consiglio devono essere descritte con apposito verbale. Questo dovrà pertanto indicare: l'anno, il mese, il giorno, l'ora e il luogo della riunione; il nome dei presenti e degli assenti; il nome del Presidente e del Segretario; gli estremi dell'avviso di convocazione, nonché l'ordine del giorno sul quale l'organo è stato chiamato a deliberare.
Dai processi verbali devono risultare: l'esito delle votazioni, nonché l'indicazione del voto espresso da ciascun componente, quando si vota per appello nominale, salvo il caso di voto segreto; il contenuto e le motivazioni delle delibere; il riassunto della discussione sui singoli argomenti; ogni altro elemento di cui un componente abbia richiesto specificamente l'inserimento in verbale.
I consiglieri che desiderano far inserire integralmente una loro dichiarazione devono far pervenire al Segretario del Consiglio il testo scritto della dichiarazione stessa.

Art. 16
(Redazione del verbale)

Incaricato di stendere il verbale è il Direttore del Polo, membro del Consiglio e Segretario dello stesso.
Un funzionario dell'Amministrazione partecipa alle riunioni del collegio per collaborare alla stesura del verbale e presentare documentazione o atti interessanti la discussione ovvero la deliberazione.

Art.17
(Redazione ed approvazione dei verbali)

I verbali sono firmati in ogni pagina dal Presidente e dal Segretario, e devono essere scritti in forma chiara e completa, senza interruzioni o spaziature. Eventuali cancellature o correzioni devono essere fatte in modo da permettere la lettura delle parole cancellate o corrette, e devono essere convalidate dalla firma del Presidente e del Segretario.
Il verbale, se non è approvato seduta stante, viene sottoposto, di norma, all'approvazione nella seduta successiva.

Art. 18
(Raccolta dei verbali)

I verbali ed i relativi allegati devono essere conservati e raccolti in ordine cronologico, a cura del competente ufficio amministrativo.
Le raccolte dei verbali devono avere le pagine numerate progressivamente.

Art. 19
(Pubblicità degli atti)

Gli atti del Consiglio sono pubblici.